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Sezione dedicata a chi vuol ricordare un momento particolare della propria vita nella storia delLaBase

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Rifugio del Farnio 15-5-2005

Volevo concedermi un momento di nostalgia in quella che è stata una magica giornata del maggio 2005 insieme al nostro indimenticabile amico Gigi. Sarà che forse è stata una delle prime uscite (ero ancora un biker acerbo) la bellezza dei luoghi, non saprei, ma ricordo ancora fervidamente quegli intensi momenti. E vorrei ricordarli con voi che c'eravate e, parteciparli a voi che non c'eravate. Questo fu il mio commento a quell'uscita e ricordo di come mi addormentai sognando:
"Ora so cosa sognare!!! Sensazioni forti, fatica immane per i 26 km di salita ininterrotta, solitudine e scoramento, rabbia e delusione per la strada bloccata dalla neve. Nonostante sei in compagnia, senti una forte sensazione di solitudine: sei solo, tu e le tue gambe doloranti. Passato il rifugio, in cima alla salita, dopo circa due km di discesa, con la bike più che altro accanto, tra neve e passaggi obbligati, eravamo giunti ad un punto di non ritorno: erano le una circa, per nulla al mondo ci saremmo rintornati. Una lastra di ghiaccio e neve da sopra fino a fondo valle con pendenza proibitiva, bloccava la stradina mentre alcuni scalatori dall'altra parte ci dicevano di tornare indietro: troppo pericoloso. Avremmo a tutti i costi cercato di oltrepassare quel punto. Unico rischio: scivolare nel precipizio a fondo valle per circa 300 metri. Fortunatamente abbiamo deciso di continuare a vivere: si torna indietro. Più che vivi...sopravissuti. Si doveva risalirre quello che prima, con enormi difficoltà, avevamo percorso in discesa. Nulla. Solo il pensiero di tornare a casa. Poi l'inaspettato quanto provvidenziale evento: il rifugio, prima chiuso, ora era aperto e ci davano da mangiare! I nostri animi si sono aperti, siamo tornati a vivere, era come se fossimo amici da sempre. Rinfrancati nello spirito, Pancrazio giocava con il cane, Nestore si fumava il sigaro, Gigi assaggiava la grappa (insieme a Nestore!): eravamo energici. Ora solo divertimento ci separava dalle nostre auto. Salutati i nostri accoglienti, oserei dire, salvatori, ci siamo rivestiti e tuffati a 50 all'ora, nei 26 km di discesa fino a S. Lorenzo. Che dire poi del caffè e del gelato gustati al lago, al sole di una domenica diventata improvvisamente splendida? Non che le altre uscite siano noiose, ma questa è stata particolare. Da non dimenticare. Da sognare. Tutto è andato bene. Un grazie ai compagni. Un grazie particolare a Gigi e Pancrazio, i veri e instancabili trascinatori del gruppo. Ora so cosa sognare!!! Almeno fino alla prossima uscita." Questo fu il mio commento a quell'uscita che mi rimane ancora nel cuore. Insieme a te, Gigi amico caro. E insieme agli altri amici che ho nominato c'erano anche Claudio, Stefano, Fabio, Giorgio (eh si Giorgio c'eri anche tu...). Sembra preistoria e invece è storia.

Bene caro Bubu, quella fu una

Bene caro Bubu, quella fu una spendita giornata da ricordare per tutti noi che partecipammo a quell'escursione, speriamo ce ne siano ancora di queste giornate da raccontare, soprattutto per te che sei ancora giovane. Io di queste giornate trascorse in sieme al caro Gigi ne ricordo tante. Ma per fare ciò bisogna salire in sella e pedalare......Perciò caro Bubu, cari amici, Pedaliamooooo!

E caspita, si che me lo

E caspita, si che me lo ricordo. Ho anche delle fantastiche foto con il lago di Fiastra sullo sfondo con un verde smeraldo innaturale.
Già la salita era infinita, e quando ci siamo visti sbarrare la strada da neve e ghiaccio mi sono venute in mente un bel po' di imprecazioni, anche perché ero un po' meno stanco di te, caro Bubu, ma solo un filino...
E non hai menzionato il fantastico scivolone di Nestore: meraviglioso...
E gli spaghetti alla cannella e pomodoro senza altro? Che roba improponibile, ma la fame era talmente tanta...
Bello, si, dai: quando lo rifacciamo? Sono pronto a partire, dai andiamo.
Appello a tutti: chi viene al rifugio del Farnio????
Forza, organizziamo!!!
Queste emozioni non possono rimanere soltanto dei bei ricordi.
E poi quel giro mi ricorderà per sempre Gigi che tentava invano di insegnarmi i nomi dei fiori e delle piante che incontravamo. Che frana che ero, ma Lui comunque rimaneva sempre incredibilmente paziente.
Ei Gigi, mi sto rendendo conto che per fortuna non te ne andrai proprio mai....